le feste religiose in una società multiculturale

il significato della festa nella società multiculturale ha molto cambiato rispeto il passato,perche la società moderna e quella post moderna sono caratterizzate dalla complessità, dalla presenza di più ideologie.invece la società precedente era invece semplice, perché i punti di riferimento, i valori erano condivisi. C’erano figure di riferimento, il Papa o il Re e ciò che dicevano valeva per tutti, era vero. Comunque era presente una sola ideologia. Le uniche differenze erano sociali, quelle sono sempre state presenti anche nel comunismo che aveva avuto la pretesa di volerle eliminare. Con la società moderna questo non è più vero e lo è ancora meno oggi. Le feste e i simboli assumono allora un ruolo importante. Secondo Massimo Introvigne: “La festa e le ricorrenze storiche (anniversari, centenari..) sono usate per fare memoria e trasmettere dei valori ma permettono il passaggio dal fatto all’idea solo se non si limitano alla festa per la festa”. Cristiani o altro come possiamo festeggiare o meno una festa?a mio modesto parere penso che “spesso le scelte non sono fatte soppesando le motivazioni o gli argomenti di carattere razionale che portano alla ragionevolezza di quella scelta, ma perché ci si immerge in un certo clima, perché si respira una certa atmosfera o si vivono alcune emozioni”. Oggi quando andiamo ad una festa e poi ne parliamo probabilmente il primo commento è “mi è piaciuta” e nulla diciamo sul contenuto. Ci fermiamo al senso estetico.Un altro elemento importante oltre il contenuto e il significato è lo scopo: se porta cioè al bene. Deve essere una festa che suscita il bene perché ci sono feste che suscitano il male. La festa come elemento enfatizzante, effervescente. Anche il nazismo aveva capito l’importanza delle feste e per questo organizzava le adunate a Norimberga che trasmettevano questo senso di effervescenza che però purtroppo indirizzava al male. Si può dire lo stesso del comunismo con le adunate in Piazza Rossa del 1 maggio.Lo stesso vale per i simboli che devono essere difesi ma a cui deve essere ridato il loro significato. Lo stesso si può dire per le feste, la Pasqua non è la festa del coniglio e dell’uovo con la sorpresa ma la memoria della Resurrezione di Gesù . Il Natale non è la festa dei regali ma la nascita di Gesù. La domenica oggi è per molti un giorno come un altro ma se si ritrovasse il significato del riservare del tempo a Dio il giorno festivo riacquisterebbe il suo significato originale per cui è nato. La festa allora non è più'l modo per comunicare il significato che racchiude e che ne è a fondamento ma è diventa anche una strategia di marketing per tanti commeciante.ma nonostante ciò,le feste rimangono validi strumenti di communicazione chi permetono a L’uomo di trovare i tre cose fondamentali della vita:Il buono, IL vero, IL bello.nonostante che ad giorno d'oggi in una società multiculturale e dominata dal relativismo c’è molta confusione e poca certezza sul buono e sul vero. Allora l’elemento fondamentale è il bello. E’ attraverso il bello che si può incominciare un cammino culturale. A questo proposito esiste una citazione del' teologo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988), ribadisce che “gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro forza di conclusione logica”e il bene “ha perduto la sua forza di attrazione”, così che non resta che partire dal bello”. Nel dialogo tra diverse culture e tradizioni è essenziale riscoprire la propria identità perché il dialogo può esserci solo tra due culture, due identità: se ciascuno non ha la sua non ci può essere dialogo. http://www.youtube.com/watch?v=7sUQLA7Wp0A&feature=playlist&p=219B071C9409B4B7&playnext1&playnext_from=PL&index15

Written by Escort4Elite.com on lunedì 7 dicembre 2009